Wednesday, 21 September 2016 16:44

Responsabilità penale degli Enti Featured

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LA “RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDICHE, DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI” DECRETO LEGISLATIVO 08 GIUGNO 2001, N. 231 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI.  PERCHE’ DOTARSI DI UN MODELLO ORGANIZZATIVO?   Il D.lgs. N. 231/2001, ha introdotto, nel nostro ordinamento, una nuova forma di responsabilità, nel senso che: quando viene commesso uno dei reati elencati in detto decreto, alla responsabilità penale – o civile – della persona fisica che delinque, si va ad aggiungere quella della società, quale soggetto giuridico autonomo. Tale autonoma forma di responsabilità è ravvisabile solamente in presenza di determinate condizioni, infatti, non solo il reato deve essere commesso da un soggetto che risulti “legato” alla società da un rapporto funzionale con la stessa (ad es. quando il soggetto sia rappresentante legale, o amministratore, della società), ma ulteriormente, detto illecito deve essere, da questi, commesso nell’interesse e/o a vantaggio della società. Quali sono i soggetti interessati? Essi ricoprono diversi ruoli, tra essi: rappresentanti legali, amministratori (anche di fatto), dirigenti, direttori di stabilimento dipendenti della società e secondo taluni orientamenti anche altre figure esterne alla società (quali fornitori, consulenti ed agenti). Le tipologie di reato sono estremamente variegate e, principalmente, di natura dolosa, salva l’introduzione degli illeciti in materia di sicurezza del lavoro. Chiaramente, non in tutte le società sono presenti i medesimi rischi di commissione di illeciti, sarà, pertanto, necessario procedere ad una precisa e puntuale identificazione delle aree in cui sia potenzialmente possibile la commissione di detti reati. Le sanzioni sono sia pecuniarie, sia interdittive, ma il dato comune consiste nel carattere potenzialmente “paralizzante” dell’attività della società, poiché, relativamente a quelle di natura pecuniaria, si parte da un minimo di Euro 25.823 circa fino ad un massimo di Euro 1.549.370 circa, mentre d’altro canto, si può giungere fino alla sanzione dell’interdizione dall’esercizio della attività a carico della società. Quali strumenti possiede la società per evitare la commissione dei reati di cui al D.lgs. N. 231/2001, e di conseguenza l’eventuale applicazione delle pesantissime sanzioni contenute in detto decreto? In caso di commissione di reati, la società viene, infatti, ritenuta responsabile e, di conseguenza viene inflitta l’applicazione di sanzioni, a meno che la stessa non sia in grado di provare, a propria discolpa di essersi dotata di: 1. efficace modello di organizzazione, gestione e controllo; 2. protocolli aziendali atti alla definizione e procedimentalizzazione delle attività aziendali; 3. organismo di vigilanza che controlli l’effettiva applicazione ed il funzionamento del modello di organizzazione gestione e controllo; 4. un sistema sanzionatorio, disciplinare, interno al modello; L’obiettivo perseguito dal Legislatore è quello di indurre la società ad effettuare una puntuale e dettagliata identificazione delle aree a rischio di commissione illeciti e di prevedere efficaci strategie aziendali volte ad evitare il perpetrarsi di crimini, viene in buona sostanza introdotto un regime di favore per una cosiddetta “corretta politica aziendale”, ma soprattutto viene presunta la responsabilità a carico di quelle aziende che non hanno fatto o previsto nulla in tale ambito. 

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